A proposito di.. CHRIS CAPPELL (Christian Cappelluti)
Christian Cappelluti nasce a Roma il 17 agosto 1975. Inizia la carriera di cantautore a 12 anni arrangiando e registrando i propri pezzi con un sistema multitraccia. A 16 anni studia composizione al Berklee College of Music di Boston (U.S.A.) e si interessa alla produzione musicale e all’ingegneria del suono. Qui sperimenta il metodo di David L. Burge, l’ideatore di un corso per allenare l’Orecchio Assoluto. Dopo il liceo all’Istituto Massimo di Roma si iscrive alla prestigiosa Wake Forest University nel North Carolina (U.S.A.), dove segue i corsi di Business e di Musica.
A 21 anni si laurea “Summa Cum Laude” con il riconoscimento dei premi più ambiti come la Golden Key National Honor Society (vi sono stati ammessi anche i Presidenti Reagan e Clinton), la Phi Beta Kappa, il Beta Gamma Sigma, la Jones Holder Business Scholarship, il Wall Street Journal Award e il Lura Baker Paden Prize (il più alto riconoscimento assegnato dalla Facoltà di Economia).
Nel 1993 accompagna il complesso dei Pooh in tournée e avvia la collaborazione con Mina come compositore, arrangiatore e strumentista nel CD “Pappa di Latte” uscito nel ’95. Prende contatti con Kashif, il maggior produttore musicale californiano (ha prodotto Whitney Houston, George Benson e molti altri) e viene presentato da Billboard Magazine e Music Biz, le più note riviste musicali negli Stati Uniti.
Firma il suo primo contratto con l’Avv. Owen Sloan di Los Angeles, la personalità più influente nel mondo musicale, con il nome d’arte Chris Cappell.
Due mesi dopo, il giorno 9 agosto 1998, muore improvvisamente in Scozia per una rara forma di intolleranza alimentare. Chris non ha ancora 23 anni.
Ecco alcune testimonianze, tra le tantissime voci di musicisti, critici musicali, maestri, amici e compagni di lavoro che si sono levate dopo la dipartita di Chris
“Era un ragazzo eccezionale. Uno di quei rarissimi giovani uomini che ti fanno sperare che questo mondo, già così compromesso, possa andare avanti, possa migliorare. Io gli volevo bene e mi piaceva il suo rapporto con la musica, la sua e la mia passione”. Mina
“La sua era una personalità solare, entusiasta, e in lui il talento si combinava a una maturità di carattere molto superiore rispetto all’età biologica”. Massimiliano Pani
“Chris era, in campo musicale, assolutamente geniale, e poi si distingueva per una profondità di pensieri e sentimenti assai rara. Lo potrei paragonare a un poeta romantico dell’Ottocento, mentre per la sua straordinaria abilità nel creare nuove melodie, che catturavano l’ascolto, un giorno mi venne in mente di associarlo a John Lennon” Red Canzian dei POOH
E’ impossibile dire cosa sarebbe accaduto a Christian Cappelluti se la morte non ce lo avesse strappato in così giovane età. Forse sarebbe riuscito a raggiungere quel successo nel mondo della musica cui sembrava destinato così tanto. Forse avrebbe seguito la sorte di tanti artisti di talento, molto stimati dagli esperti e poco noti al grande pubblico. L’unica cosa che un critico può fare è analizzare nel più obiettivo dei modi quello che Christian ci ha lasciato, una serie di canzoni che testimoniano una crescita costante, dai primi tentativi già ricchi di promesse alle ultime e più mature registrazioni. La scrittura di Christian – e se ne ha conferma da quanto lui stesso ha dichiarato a questo proposito – non si limitava alla melodia, al testo e a una semplice armonia, ma prevedeva un vero e proprio arrangiamento, con delle parti precise per ogni strumento. “(…) quando meno me lo aspetto, il verso o il ritornello di una canzone che non ho mai sentito in vita mia appare nella mia testa. La parte della canzone che mi ha portato la mia ispirazione è sempre completamente arrangiata e completa di testi e, solitamente, non è troppo difficile per me sviluppare un’intera canzone da quel frammento”. L’uso sempre più diffuso della tecnologia – quello che viene definito “home recording” è un metodo che negli ultimi anni ha contribuito a cambiare il “suono” della musica pop – era già stato sperimentato da Christian, ma sembrava finalizzato più che altro a dare indicazioni di arrangiamento ai musicisti da coinvolgere nei suoi progetti.
Christian avrebbe senz’altro reso la vita difficile a chi avesse voluto cambiare, per qualsiasi motivo, quello che lui aveva chiaro fin nei minimi dettagli, ma possiamo fare soltanto delle ipotesi su come avrebbe potuto gestire un progetto completamente autonomo, seguendo le regole autarchiche del cosiddetto “lo-fi”. Sarebbe diventato un altro Beck, capace di servirsi sia del “lo-fi” sia dei metodi più tradizionali? Forse sì, vista e considerata la passione che lo guidava sulla difficile strada della creatività musicale. Il suo era certamente un talento naturale – le canzoni che possiamo ascoltare lo dimostrano – ma anche coltivato con caparbietà e determinazione, nella convinzione – anch’essa dichiarata – che il linguaggio della musica fosse quello a lui più adatto.
“La musica è definitivamente la forma d’arte attraverso la quale posso meglio esprimere me stesso e scrivere canzoni è l’esperienza più gratificante che io abbia mai fatto”. Far conoscere le canzoni che Christian ha lasciato, far sì che vengano riprese da interpreti in sintonia con il suo stile e permettere ad altri talenti di studiare ed emergere seguendone l’esempio ci sembra il modo migliore per impedire che la sua voce si perda del tutto o resti semplicemente patrimonio di pochi fortunati. Giancarlo Susanna (critico musicale)
“Conosco Chris da diversi anni ed il suo orecchio musicale è decisamente impressionante. Non solo riesce ad avere l’Orecchio Assoluto – riconoscere, ricordare o cantare ogni singola nota – ma è anche in grado di trascrivere velocemente anche le più complesse armonie e progressioni”.
“La sua musica era ben collaudata ed era più creativa di quella di altri cantanti pop. Aveva tutte le qualità per sfondare nel mondo della musica”. Prof. Peter Kairoff della facolta’ di Musica della Wake Forest University
Per ulteriori approfondimenti : www.chriscappell.com

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